Seduta qui, nella mia cucina, la stessa in cui sono cresciuta, mi guardo intorno e cerco di ricordare quando è nata la mia passione. Non so, difficile risalire al momento in cui mi sono innamorata. Probabilmente è nata con me. Ripercorro il mio Genogramma e riscopro questo mio amore tra i primi mestieri dei nonni e degli zii: panettieri, pasticcieri, cuochi pizzaioli e poi le zie bravissime cuoche e amanti della compagnia intorno ad una tavola. Ricordo i pranzi e le cene con le colleghe di università, insieme, noi tre tra i fornelli e poi ancora insieme nel condividere ciò che avevamo cucinato. Ricordo il piacere nel preparare ad una persona cara, la torta di compleanno o ancora il gusto nel regalare biscotti, conserve o qualunque altra pietanza cucinata con affetto e dedizione, per dire "grazie" o semplicemente per gioire dello sguardo felice di chi lo ha ricevuto.

Ripercorro le mie attività di educatrice prima e di psicologa dopo, e ricordo in ogni progetto anche solo una giornata trascorsa con bambini e ragazzi impegnati ad impastare, cucinare e condividere le crêpe con la nutella, il salame di cioccolato, il pane e la pizza; e poi, con i loro genitori tutti insieme per preparare il pranzo a chi viveva un tale disagio da aver perso il piacere di un pasto intorno ad una grande tavola e godere nel gustare la pasta con le sarde, il pollo al forno con le patate e gli sfinci di San Giuseppe.

Da tutto questo nasce in me l'idea degli effetti benefici del cucinare. L'arte del cucinare come strumento di benessere per sé e per gli altri. Da qui l'alimentarsi del mio sogno: coniugare l'amore per la cucina con le mie competenze da psicologo-psicoterapeuta. Riscoprire gli effetti benefici di quella che oggi qualcuno ha definito Cooking therapy o Cucinoterapia, uno strumento obiettivamente efficace ma ancora scientificamente poco studiato.

Obiettivo di questo laboratorio è dare la possibilità a tutte le persone, di ogni età, sesso, condizione sociale e culturale, di acquisire strumenti per il proprio benessere psico-fisico. La Cucinoterapia non è un corso di cucina e mi piace definirla come uno spazio e un tempo in cui ritrovarsi, con sé e con gli altri.

L'energia nell'impastare il pane o la pizza, la delicatezza nel preparare una frolla, l'attenzione nel fare la pasta fresca, la precisione nel dosare gli ingredienti per un dolce, la riscoperta delle tradizioni, la condivisione nel preparare e nel mangiare, sono veri e propri strumenti utili ad esplorare e riscoprire le proprie emozioni, a potenziare le proprie risorse e abilità, a gestire il proprio disagio e/o malessere.

Se vuoi prenderti cura di te e degli altri puoi farlo anche nella cucina di casa tua. Indossa il grembiule, metti sul tavolo farina, zucchero, sale, acqua, latte, uova o tutto ciò che ti va e comincia ad impastare, a creare, comincia a star bene. E se non riesci a farlo da solo puoi imparare qui...nel laboratorio di Cooking Therapy.